L'ARTE È UNA FATICA INUTILE

Giancarlo Norese

Giancarlo Norese pointing his index finger, black and white portrait

Ogni progetto è un’ipotesi aperta, una costruzione instabile che rifiuta la forma compiuta per restare nella soglia del possibile

Giancarlo Norese abita il confine tra arte e vita. Dal gesto minimo costruisce relazioni, dispositivi, alleanze. Nato a Novi Ligure nel 1963, vive in perenne transito tra le città dove trova interessi e stimoli, muovendosi come un viaggiatore del pensiero più che come un residente.
La sua pratica si nutre di collaborazione e rischio. Fondatore di esperienze come Lac o Le Mon, attraversa editoria, workshop, residenze, azioni pubbliche.
Norese lavora per sottrazione, sposta l’attenzione sul frammento, sul residuo, sull’errore. L’arte diventa così un dispositivo di conoscenza fragile, che interroga più di quanto affermi. Nessuna monumentalità, ma tracce, appigli, corrispondenze.
La sua fedeltà è alla fatica del fare: mentale, relazionale, collettiva. In un tempo che celebra la visibilità, Norese sceglie il margine, il luogo dove le idee si contaminano e il pensiero si misura con l’imperfezione del reale.
Instructions for Giancarlo Norese's Quinta fatichina: a drop of water on dust
Project for "Quinta fatichina" on the occasion of the Fifth Labour of Hercules: "Cleaning the Augean stables in a single day"
A finger lets a drop of water fall onto dust, Quinta fatichina
Francesca Petrolo performs the Quinta fatichina with a glass of water
Francesca Petrolo performs the Quinta fatichina with a glass of water

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